Più volte avevamo richiamato l’attenzione dei traders alla possibilità di un 2022 caratterizzato dall’alta volatilità, proprio a causa delle tante notizie macroeconomiche che potrebbero cambiare gli assetti mondiali visti fino ad ora.

Ieri sera, la FED ha espresso grande positività sulla ripresa economica americana, special modo sul mercato del lavoro, che ricordiamo, ieri ha visto la pubblicazione degli ADP, che ha mostrato ben 807K nuovi posti di lavoro generati nel mese di Dicembre 2021.

La possibilità che l’inflazione resti alta comincia a spaventare anche la banca centrale americana, che ha deciso di correre ai ripari, dando un colpo di acceleratore alla politica economica aggressiva già annunciata da Powell nella scorsa riunione di dicembre, pertanto si procederà a spron battuto sul tapering, per aprire rapidamente la strada ai rialzi tassi, oramai necessari.

La forza dell’annuncio, proietta le aspettative di un primo rialzo tassi , ricordiamo primo di possibili tre nel 2022, già nel marzo 2022, ovvero alla chiusura del programma di QE.

La prospettiva dell’imminente drenaggio di liquidità da parte della FED, e l’inizio di una nuova era di politica economica aggressiva ha spaventato gli operatori, che sono fuggiti dal comparto equity, generando movimenti ribassisti che non si vedevano dal lontano 2008.

Partiamo dal comparto peggiore, ovvero i tecnologici, con il NASDAQ che dai suoi massimi di 16659.24 visti alla fine del mese di DICEMBRE 2021, ha visto ieri quotazioni minime di 15760, per approfondire nelle prime ore fino a 15637, con una perdita totale che supera il 6%!

Nella sola giornata di ieri il nasdaq ha registrato oltre il -3%, ovviamente male tutto il comparto equity con l’SP500 che ieri, è passato dai massimi intraday di 4797 ai minimi di 4698, anche qui con una perdita oltre il 2%.

La fuga dal comparto azionario, è stata spinta anche da rendimenti obbligazionari in ovvia crescita, il decennale usa ha raggiunto il +1.70% di rendimento, sulle chiare intenzioni della FED di liquidare le sue posizioni in portafoglio, e terminare quindi il sostegno al debito sovrano americano.

Grande recupero quindi anche del dollaro usa, che vede l’apertura a imminenti rialzo tassi, spingendo cosi a ribasso tutte le altre majors, che soffrono oramai un dollaro super star, che attende solo le conferme nella prossima riunione della fed di fine mese.