Le attese per le sempre più imminenti azioni di politica monetaria della FED si fanno via via più pressanti, e gli operatori iniziano ad adeguare i portafogli, seguendo le orme della FED e liberando i portafogli dal debito statunitense, che vede special modo dal 2 anni al 10 anni, un crollo dei prezzi, ed un ovvia ripresa dei rendimenti , che si attestano al momento in cui scriviamo, per il 2 anni a 1.0364 e il decennale a 1.829!

Il decollo dei rendimenti obbligazionari, fa immediatamente sentire il suo peso in tutti i comparti finanziari, a partire dal gold, che perde fascino per gli operatori che cercano rifugio da un’alta inflazione, trovando nei rendimenti dei debiti sovrani, maggior tutela.

Il gold dopo aver raggiunto i 1829$/oc nei giorni scorsi, è andato al test delle prime aree di supporto di 1814, che stamattina sotto i colpi dell’obbligazionario, hanno ceduto, portando attualmente il metallo giallo a perdere oltre lo 0.50% puntando alle aree di supporto di 1800$

Anche l’azionario non ha tardato a reagire, vedendo corpose vendite durante la sessione europea, e segnando ribassi che vanno oltre il punto percentuale su quasi tutti i listini mondiali.

L’ SP prossimo ai minimi della scorsa settimana dei 4580 pnt, mentre gli industriali hanno già visto break out ribassisti di 35638pnt, minimo della scorsa settimana, dimostrando maggiore debolezza.

Anche il Dax a ridosso dei minimi della scorsa settimana, sulle aree di 15723pnt ha già provato ulteriori ribassi segnando performance del -1.60%.

Recupera quindi terreno il dollaro americano e lo yen, che fanno da rifugio in una fase dove molti operatori sembrano liquidare asset dai portafogli, ma la settimana è lunga e ricca ancora di appuntamenti importanti che possono capovolgere rapidamente i sentiment attualmente in atto sui mercati.