Lo studio della congiuntura macro economica di un paese, atta alla valutazione del suo stato di salute e in particolar modo dedita all’individuazione di quale fase stia vivendo del ciclo economico, relativamente ad una possibile espansione o regressione , è compito spesso arduo e i dati da analizzare diversi, ognuno dei quali con un peso specifico che cambia al cambiare del contesto storico nel quale ci muoviamo

Per tutto il 2020 e parte del 2021 le economie mondiali vedevano un tasso di inflazione molto sotto il 2% e le politiche monetarie globali erano intente a sostenere consumi e produzione proprio per il raggiungimento di detto targhet.

Al vaglio degli analisti c’erano allora i dati relativi ai consumi, alla spesa personale, si studiava non solo i prezzi al consumo, ma quanto la domanda fosse sostenuta e se fosse in grado di trainare al rialzo i prezzi e con loro l’inflazione.

Poi è giunta la pandemia, con le dinamiche che conosciamo ,e il focus si è spostato non tanto sulla domanda aggregata, quanto sui soli prezzi al consumo, che hanno visto i rialzi che sappiamo, spinti dagli alti costi a monte della filiera produttiva : è giunta l’inflazione.

Un’inflazione non da domanda, che grazie agli aiuti elargiti dai vari governi e per diversi stati mondiali, è rimasta sostenuta, al punto tale da surclassare l’offerta che al giorno d’oggi sembra non tenere il passo a causa delle nuove varianti pandemiche e delle continue restrizioni che ne conseguono.

Il focus dunque torna alla domanda aggregata, e questa volta la si guarda con occhi ben diversi, occhi che vedono con sguardo benevolo un attenuarsi dei consumi, visti come una possibile zavorra all’inesauribile impennata dei prezzi.

Oggi sono stati pubblicati i dati relativi alle vendite al dettaglio sia nel Regno unito che in Canada , che sembrano seguire un deterioramento delle congiunture macro dell’ultimo trimestre 2021 a livello globale, ma andiamo nel dettaglio.

I dati del Regno unito hanno rilevato un disastroso -0.9% A/A e un -3.7% su base mensile , relativo al dicembre 2021, su base annuale il dato non è andato meglio registrando un -3.0%.

I consumi rallentano, causa certo delle restrizioni imposte dalla pandemia che ha colpito il mondo occidentale nello scorso trimestre, e ad aggravare la situazione gli alti prezzi a cui la popolazione inizia ad essere sempre più sensibile.

Anche in Canada i dati mostrano un rallentamento , con le vendite al dettaglio uscite a +1.1% a fronte di un +1.3% atteso.

Dati che oggi vengono visti con occhi diversi dalle banche centrali che sono quasi sollevate dalle forti pressioni per interventi di politica monetaria aggressiva atta a contenere l’inflazione, che forse riuscirà a vedere nella ridotta domanda un valido deterrente ad ulteriori rialzi.

Si avvicinano gli appuntamento con la FED per questo 2022 e con le altre banche centrali che sono chiamate a decisioni tutt’altro che facili, sarà dunque indispensabile continuare a seguire le dinamiche sui mercati finanziari.

Buona serata e buon trading